venerdì 1 aprile 2005Per ottenere una descrizione univoca e affidabile del fenomeno degli scambi multimediali on e offline bisognerà attendere una nuova occasione: gli analisti del Project offrono infatti spunti interessanti ma pochi dati ultimativi Il P2p? A seconda dei punti di vista potrebbe essere defunto, moribondo, convalescente o in ottima salute. In declino - secondo i titoli di qualche webzine - o in trasformazione: da peer-to-peer a - dicono fonti più ironiche e ardite - (i)Pod-to-(i)Pod. L'ultimo fra i report a tema curati da Pew Internet & american life project non dissipa le nebbie, anche perché sui "no" opposti da numerosi int ervistati alla domanda sull'utilizzo dei tradizionali canali di swapping potrebbe pesare il timore per le campagne antipirati di Riaa, Mpaa & Co. Segreti e bugie a parte, la condivisione di file multimediali è sempre "in". L'hanno sperimentata 36 milioni di americani, il 27% dell'utenza Web. 7 milioni di questi hanno provato l'ebbrezza dello scambio da player a player, mentre per arricchire la propria discoteca, circa 10 milioni utilizzerebbero la posta elettronica o l'instant messaging.
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