mercoledì 9 marzo 2005ICI di Renato Meroni Gli assenti hanno sempre torto, ed io ieri ero assente. Personalmente ed autonomamente però una mia opinione mi sento in dovere di esprimerla, e a tale riguardo sottolineerei che dei principi che persino la Costituzione italiana sancisce, art.3: Tutti i cittadini hanno parità dignità sociale.... E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che,limitano la libertà e la uguaglianza dei cittadini, ..questo vorrebbe dire che se una tassa è iniqua questa va eliminata per evitare discriminazioni di qualsiasi tipo siano, sociale, economico, morale. L'art.42 della stessa Costituzione cita....La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge.....quindi anche avere un terreno è garantito dalla nostra Costituzione. Art.53 tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. quindi vorrebbe dire che se una proprietà non mi procura reddito è giusto che non paghi su di essa alcuna tassa, e quei terreni non producono ricchezza, ma le tasse cui gravano producono sicuramente impoverimento per il pagamento di un balzello. Dal dibattito è emersa un idea da me condivisile in toto, quella cioè che se si evitassero spreghi nella gestione amministrativa, alias consulenze, alias manifestazioni pseudo culturali quasi del tutto inutili e mangiasoldi, vedi progetto Muba e Ambarabacicicoco che ingoiano molte centinaia di migliaia di euro, oppure ancora ad esempio piani antineve sempre inefficienti, e si mettesse in pratica un regolamento per la concessione dei contributi come è stato licenziato dalla commissione competente senza trovare scappatelle per mantenere integre le agevolazioni a pochi, si potrebbe di certo persino pensare di ridurre l'I.C.I. su quelle aree fabbricabili che di fatto però non lo sono. Tagliando gli sprechi e spremendo meno i cittadini il bilancio non ne risentirebbe e si raggiungerebbe ugualmente la parità e la stabilità imposte dalla legge. Il discorso è strettamente politico, tanto che ne il Sindaco ne i suoi affezionati, hanno il coraggio di azioni certamente popolari e che incontrerebbero i bisogni delle cittadinanza. Ultimo dato di una certa rilevanza è l'autonomia locale sancita anch'essa per legge e citata dalla nostra Costituzione,quella autonomia tanto sbandierata a soli fini elettorali ma mai messa in pratica con fatti concreti. Peveri noi, povera Cantù. Renato Meroni |