mercoledì 15 giugno 2005VIOLAZIONE DELLA DEMOCRAZIA di Renato Meroni Oggi come tre anni fa, quando iniziò la mia esperienza di consigliere comunale, sono ancora convinto che solo un cittadino attivo, mosso da grande senso civico, conoscitore dei propri diritti, appassionato partecipe alla cosa pubblica, educato alla democrazia è in grado di costruire un forte baluardo contro ogni forma di sopruso e negazione dei diritti di libertà, e sono altrettanto convinto che non si possa lasciare il nostro presente e il nostro futuro sempre nelle mani degli stessi volti noti della politica, che formano così un ceto di amministratori "professionali". E qui rivolgo un appello, magari solo un invito a tutti i cittadini perché prevalga nel loro animo il senso civico, come il contribuire allo sviluppo della nostra società con l'apporto professionale e morale di ognuno. Il cattivo e diffuso "professionismo politico" si combatte soltanto con la voglia di non lasciare che le cose vadano avanti da sé e siano in balia degli eventi, ma al contrario bisogna essere cittadini attivi e partecipi, senza pensare che spetti a qualcun altro il dovere e il diritto di gestire la cosa pubblica e la vita di quanti compongono la nostra comunità.Viviamo una fase confusa nella quale molto spesso la mancanza di prospettive o la miopia dei progetti penalizza lo sviluppo sociale, civile e politico del nostro comune. Oggi come oggi vivo una situazione di odio e amore con questo mio impegno prima civile e morale che politico. Già altre volte ho denunciato all'opinione il malcostume di questa amministrazione che sicuramente non può essere preso ad esempio come stereotipo da seguire nei fatti della vita quotidiana, sia dai giovani che da quanti hanno qualche anno sulle spalle, anni di saggezza e di vita vissuta. Ancora una volta mi vengono negati i diritti di consigliere comunale ad avere persino un verbale di una seduta di consiglio comunale, magari quello riguardante la trattazione del bilancio. Ma com'è possibile che pur richiamando due leggi, la 241/90 e la 267/2000 riguardanti il diritto di accesso agli atti e che sono certamente sinonimo di democrazia, leggi della Repubblica Italiana, questo Sindaco rimanga insensibile a violi la legge non dandomi quanto dovuto? Ma quale esempio di civiltà e di crescita spirituale della nostra società potrà mai dare questo comportamento? E ai giovani, soprattutto quelli con ancora un carattere da formare quale esempio di vita può essere dato se prevale la prevaricazione dei diritti del consigliere comunale mortificato non solo nello svolgimento del suo compito istituzionale ma anche come uomo che ha accettato un impegno civile così complesso e impegnativo? Ma in Italia esiste ancora la democrazia e il senso civico, magari anche quello di giustizia? Certamente le istituzioni ne escono malconce da un simile comportamento e malcostume istituzionale, il pericolo e il male peggiore è che si ingeneri nella società l'idea che le leggi non servano ad alcunché e che certi comportamenti scorretti non verranno mai debellati dalla vita civile e prevalgano sul senso civico e la pacifica convivenza. Certamente un ricorso al T.A.R. mi vedrebbe vincente, ma non voglio che i soldi dei canturini vengano impiegati per pagare le conseguenze di un comportamento scorretto e anti-istituzionale, potrei pensare di chiedere un aiuto a tutti i canturini che ritengano di censurare questa amministrazione. Magari se qualcuno potesse gridare con me, e qui mi rivolgo anche ai colleghi consiglieri comunali, di maggioranza quanto di minoranza, tutto il proprio disappunto a questa amministrazione, non solo mi aiuterebbe a migliorare le cose, ma vincerebbe anche la democrazia, quella violata e negata da un simile censurabile comportamento di questa amministrazione. Renato Meroni |