lunedì 25 aprile 2005I TABULATI TELEFONICI di Renato Meroni Tra i principi che governano la Pubblica Amministrazione, la trasparenza e il diritto all'accesso agli atti sono sinonimo di democrazia, e resto veramente allibito dal comportamento ostruzionistico tenuto dal Sindaco, per l'ennesima volta, atto a ostacolare la mia attività di consigliere Comunale. Non che il Sindaco di Cantù sia nuovo a questa odiosa situazione, o pratica, della quale si rende responsabile ogni qualvolta, per ragioni a me sconosciute, le capiti l'occasione. Rammento che più volte in passato, sia in Consiglio Comunale che per mezzo degli organi di stampa richiamava tutti i Consiglieri ad un atteggiamento più collaborazionista e propositivo nello svolgimento dei compiti istituzionali ad ognuno di noi assegnatoci dal mandato elettorale del quale siamo investiti. Motivo del mio disappunto, è la mia richiesta del 07.01.05 Prot.n.293 dove chiedevo la copia dei tabulati telefonici, per i telefoni sia di rete fissa che di rete mobile, del Sindaco e Assessori, al fine di poter riscontrare se venissero usati per eventuali telefonate di carattere privato. Con nota 14.01.05 Prot.n.1218, mi veniva risposto:sono spiacente che non posso dare seguito alla stessa in quanto i tabulati contenenti i numeri completi sono documenti non formati(??) né detenuti dall'Amministrazione (vedi Cons. Stato 5109/2000), in pratica non è dato a sapere se il Sindaco e gli Assessori usano i telefoni dell'Amministrazione per uso privato e personale. Ma questo comportamento ostruzionista e antidemocratico pecca almeno in 3 punti fondamentali: 1) In merito alla sostanza la mia richiesta è del tutto rispondente al regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni consiliari, oltre che alla legge 07.08.1990 n.241 e D.lgs. 18.08.2000 n.267 2) In merito all'aspetto formale, come citato dall'art.5 del Regolamento del Consiglio Comunale la mia interrogazione è perfettamente legittima in merito alla sostanza della richiesta in quanto riferita a argomenti che interessano anche indirettamente la vita e l'attività del Comune. All'art.6 cita e legge: "l'interrogazione consiste in una domanda, rivolta al Sindaco, per avere informazioni circa la sussistenza o verità di un determinato fatto". A parte quello che io giudico un inutile spreco di tempo e di energie, nonché di denaro, la citata sentenza del Consiglio di Stato n.5109, in quanto non contraria al mio operato, viene in aiuto alla mia richiesta e al caso venutosi a creare, in quanto volevo e voglio,come obiettivo finale, valutare compiutamente la correttezza e l'efficacia dell'operato dell'Amministrazione Comunale. A tale proposito cito Consiglio di Stato Sezione Quinta, sentenza n.2716 del 04.05.04, "non soggetta ad alcuna limitazione il diritto di accesso agli atti da parte di un Consigliere Comunale". Inoltre la risposta contenente il diniego alla mia interrogazione viene firmata da un Dirigente, non che disprezzi o sottovaluti i Dirigenti Comunali, non mi risulta alcun articolo del Regolamento del Consiglio Comunale che autorizzi il Sindaco a farsi sostituire, nell'espletamento dei suoi compiti, da Dirigenti o Funzionari del Comune, non fosse anche per la firma di una risposta dovuta ad un Consigliere Comunale. 3) In merito all'aspetto politico continuo a constatare una differenza tra quello che il Sindaco dice di voler fare per la costruzione di un rapporto umano basato sulla reciproca fiducia e sul reciproco rispetto dei ruoli istituzionali, e quello che realmente vedo fare da questo Sindaco. Di fatto il Sindaco si macchia di un comportamento oscurantista e speculativo impedendo, di fatto, al Consigliere Comunale richiedente informazioni di fare quello che è il suo ruolo, cioè di controllore dell'operato della maggioranza. Forse che a pensare male si faccia bene e si rischi di rivelare comportamenti,usi o abitudini poco corretti. Questa vicenda, spero vivamente non voglia segnalare ulteriormente o peggio evidenziare la sua cronica incapacità ad assumersi le sue responsabilità e parola di galantuomo, data quale Capo di una Amministrazione Comunale. Un'ultima considerazione, un esposto in Procura della Repubblica non escluso a priori, anche se poi ancora una volta, saranno i cantorini ad essere chiamati a pagare il conto, parlando di soldi che l'Amministrazione dovrà pagare, sarà verosimilmente il passo che sarò costretto a fare nel caso il Sindaco insista in questo suo comportamento censurabile. Renato Meroni
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