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martedì 28 giugno 2005

CONSIGLIO COMUNALE di Renato Meroni

Oggi come tre anni fa sono ancora convinto che solo un cittadino attivo, conoscitore dei propri diritti, appassionato partecipe alla cosa pubblica, educato alla democrazia è in grado di costruire un forte baluardo contro ogni forma di sopruso e negazione dei diritti di libertà. Viviamo, come ho richiamato altre volte, una fase confusa nella quale molto spesso la mancanza di prospettive o la miopia dei progetti penalizza lo sviluppo sociale, civile e politico del nostro comune e dei partiti che compongono la scena politica. Finita la mia prima esperienza di militanza in un partito, fra disagio e sofferenza d'identità politica, credevo che militare in un partito nel quale le condivisioni di obiettivi morali siano, prima ancora di quelli politici, amalgama per dare forza ai principi di una certa condivisione della vita sociale per costruire quel futuro migliore che tante volte ho richiamato nei miei interventi, ma allo stesso modo fosse stato anche lo sbocco necessario per rilanciare la mia azione, ritenendo allora che fosse la scelta più giusta per non disperdere i risultati pur apprezzabili avuti fino a quel momento.
Ad ogni angheria corrisponde un limite di sopportazione, limite che è stato raggiunto e che ha oltremodo passato ogni decenza. Certo è che oggi, dopo varie esternazioni non meglio comprensibili e politicamente scorrette fatte con molta semplicità e altrettanta poca lucidità politica, questo mio nuovo ruolo sembra avere un futuro con molte sorprese, magari nemmeno scontate. Questa posizione deriva da questi fatti, mi assalgono non pochi dubbi sulla veridicità e lucidità degli intenti e sulla validità dei ragionamenti fatti propri da chi spese parole d'assoluta e incondizionata condivisione elogiando il proprio ruolo istituzionale così da richiamare a sé tutti i meriti di quell'operazione e di aver dato, per così dire, la propria "benedizione". Che dire poi rileggendo le dichiarazioni inequivocabili rilasciate, con una certa "civetteria" alla stampa, sempre..dallo stesso?
Nemmeno la richiesta di chiarimenti che possano aver scatenato questa forte presa di posizione fatta direttamente all'interessato ha avuto esito, perché lo stesso si trincerava dietro un insensato e immotivato silenzio, un po' come fanno i bambini quando sono rimproverati e non vogliono spiegare le loro malefatte. Certo è che è inaccettabile e inammissibile un comportamento così puerile e banale, credo che lo stesso come abbia saputo esternare tutte le sue varie dichiarazioni, avesse avuto anche il dovere di spiegare tutte le sue ragioni per un'avversione che oggi nulla ha più a che vedere con un ruolo politico ma che viceversa ha preso la piega dello scontro e dell'attacco personale. Certamente non posso accettare che si possa mettere in discussione, sempre con immotivata irragionevolezza, la mia onorabilità e la mia rispettabilità.
Respingo con sdegno quanto detto e fatto dallo "stesso", spero per il bene della nostra comunità che si ravveda e sappia trasformare un'ubriacatura di egoismo e personalismo in una buona dose di saggezza e responsabilità, chiarendo ogni lato oscuro di quest'imbarazzante vicenda fatta di colpi di estromissione che nessun valore hanno se non quello di creare confusione e gettare deliberatamente scredito su alcuni ma peggio su di un intero partito. La vita è bella e il proprio futuro ognuno lo crea o lo distrugge non solo con le proprie mani, ma anche con quello che dice e fa.
Ancora oggi vivo una situazione di odio e amore con questo mio impegno prima civile che politico, per tutto il tempo sottratto agli affetti e agli interessi privati, e le maldicenze gratuite, ma la determinazione e la grande voglia di contribuire, sia pure con le mie debolezze, ad un futuro migliore mi spinge a cercare in me forti motivazioni per non arrendermi al qualunquismo di taluni politicanti, come di non arrendermi ad un mondo che non tenga conto di una certa ideologia di stato sociale, quindi di società, quindi di qualità della vita.
Oggi subisco l'ennesima angheria, ma con fermezza dico NON CI STO, questa sera termina qui la mia partecipazione a questo Consiglio Comunale, per saperne di più credo sia meglio un periodo di cosiddetta "riflessione".

Renato Meroni


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