giovedì 18 novembre 2004Red Hat: boom europeo nelle vendite anche se il lato desktop non e' allo stesso livello di Windows La scorsa settimana Red Hat ha annunciato che entro la fine del 2005 il 50% del suo fatturato sara' generato dalle vendite all'estero grazie soprattutto all'accettazione e alla diffusione di Linux al di fuori dei cosiddetti entusiasti del computer e alla grande spinta che il sistema operativo del pinguino sta ricevendo da parte di molti paesi europei. Paul Salazar, direttore marketing di Red Hat per l'Europa, ha osservato che attualmente le vendite della sua societa' al di fuori degli Stati Uniti generano gia' il 40% contro il 31% del precedente anno fiscale, conclusosi lo scorso Febbraio. Salazar ha detto testualmente: "Linux e' come una palla che gira, con il passare del tempo genera sempre piu' interesse e attenzione. L'anno scorso uno dei miei colleghi in Asia ha dichiarato che in tre o cinque anni il 50% del fatturato non proverra' dagli Stati Uniti. La mia opinione, considerando le cifre attuali, e' che arriveremo a questo risultato in meno di dodici mesi." Il top manager di Red Hat ha quindi dichiarato che la sua societa' ha deciso di aumentato i propri investimenti e le proprie risorse destinate al mercato europeo rafforzando le relazioni con i distributori e con i partner commerciali che operano nel vecchio continente. Salazar ha aggiunto: "Il mercato europeo offre maggiori opportunita' di business rispetto a quello asiatico e quindi abbiamo deciso di impegnarci maggiormente in quest'area. Sebbene quasi tre quarti del nostro fatturato provengano dal settore privato, quello proveniente dal settore pubblico sta diventando sempre piu' importante grazie al fatto che alcuni enti pubblici preferiscono il software open source per motivi ideologici. A loro piace la possibilita' di avere un alternativa a Microsoft. Francia, Germania, Regno Unito, Svezia e alcuni paesi dell'Europa dell'Est mostrano chiaramente di preferire il software open a quello proprietario."
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