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mercoledì 22 febbraio 2006

Artigiani: parte la riforma della contrattazione

In partenza la riforma della contrattazione nell'artigianato. I rappresentanti delle confederazioni dell'artigianato e delle pmi (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai) e dei sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno firmato l'intesa applicativa che attua la riforma del sistema contrattuale dell'artigianato e delle piccole imprese. Cambieranno così le relazioni sindacali: l'obiettivo è quello di decentrare a livello regionale la contrattazione in modo tale da rendere il contratto collettivo di lavoro più vicino alle esigenze delle imprese e dei lavoratori e più funzionale alle differenti condizioni economiche e produttive del Paese.
"E' una data storica - sottolinea il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini - per le relazioni sindacali nell'artigianato. Finalmente 'diamo gambe' all'accordo interconfederale per la riforma del sistema contrattuale nell'artigianato siglato il 17 marzo 2004 dalle confederazioni artigiane e dai sindacati. Il baricentro della contrattazione si sposta sul territorio con l'obiettivo di fornire risposte 'a misura' del problemi delle imprese e dei lavoratori. La riforma - aggiunge Guerrini - riguarda 850.000 imprese e 1.555.000 lavoratori dipendenti. Vengono trasferite alla contrattazione territoriale tutte le materie negoziali, eccetto i diritti sindacali e i principi generali del rapporto di lavoro. Al 2° livello di contrattazione sarà affidata la tutela del salario dall'erosione dell'inflazione e la distribuzione della produttività laddove si registrerà il plusvalore salariale".
Già dai prossimi giorni, le parti sociali coinvolte avvieranno i negoziati per la igla stipula dei nuovi contratti, che avranno la durata di 4 anni e copriranno il periodo 2005-2008. A livello regionale, le parti sociali, di concerto con le regioni, costruiranno le soluzioni più adatte per migliorare la produttività, per gestire le dinamiche del mercato del lavoro, per individuare soluzioni in materia di welfare per imprese e lavoratori. Le parti sociali potranno ricercare soluzioni specifiche per le aree ad alta intensità di disoccupazione e minore produttività, attraverso percorsi economici, normativi, formativi, di tutela dei lavoratori che realizzino condizioni di sviluppo, da costruire anche d'intesa con gli enti locali. Entro il mese di marzo, inoltre, verranno costituite due commissioni: una per avviare la razionalizzazione degli attuali 16 contratti vigenti nell'artigianato e l'altra per definire una nuova classificazione delle competenze professionali più aderente alla realtà delle imprese.


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