venerdì 15 aprile 2005Quanto pesera' il fattore open source nel mercato dei database? Le societa' impegnate nella vendita di sistemi per la gestione di database, come IBM, Oracle e Sybase, pur continuando a concentrare il grosso delle proprie forze nelle soluzioni per il mercato enterprise, hanno cominciato ad abbracciare la filosofia open source. Tale scelta risponde a un duplice obiettivo : da un lato quello di vendere i propri prodotti anche alle aziende che utilizzano Linux, entrando cosi' in diretta competizione con quelle societa' che offrono soluzioni molto piu' economiche (come MySQL e Spleepycat), dall'altro avere un'arma in piu' nei confronti di Microsoft. Da un recente studio Forrester Reasearch e' emerso che, sebbene piu' dell'ottanta percento delle grandi organizzazioni continui a preferire i database proprietari per i task piu' critici e i database open source siano adottati soprattutto per piccoli deployment, a partire dal 2006 piu' del venti percento dei deployment di database open source riguardera' aree critiche per le aziende e avverra' su larga scala. Mike Schiff, vice presidente del gruppo di ricerca Current Analysis, ha affermato: "le societa' che vendono database proprietari stanno prendendo Linux molto seriamente. Il sistema operativo del pinguino sta rapidamente diventando la piattaforma privilegiata su cui far girare i loro database. Oracle, che fin dal 2002 ha cominciato a rilasciare il suo database anche per i sistemi operativi open source, sta facendo di tutto sia per spingere Linux come piattaforma principale per i software, sia per tenerne il passo. Oracle ha tutto l'interesse a mettere il suo peso dietro a Linux perche' questo e' un mercato dove Microsoft ha scelto di non combattere. Cio' significa che la societa' puo' soltanto incrementare la propria quota di mercato complessiva, escludendo il segmento dei mainframe."
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