mercoledì 7 settembre 2005RISPOSTA AL SINDACO di Claudio Bizzozzero Leggo su "La Provincia" di oggi (martedì 6 settembre) che il Sindaco ha dichiarato, domenica sera presso la festa della Lega, che in quanto leghista non può che apprezzare i referendum, strumento fondamentale di democrazia diretta, ma nel caso di piazza Garibaldi ne avrebbe impedito l'utilizzo per via del fatto che la richiesta sarebbe pervenuta troppo tardi. Comprendo che il Sindaco Sala abbia qualche difficoltà a sostenere una cosa ed a comportarsi in maniera del tutto differente, ma è francamenete piuttosto sconfortante che per giustificare i suoi contraddittori comportamenti debba dire cose non vere. Evidentemente il Sindaco non conosce, o finge di non ricordare, i dettagli della vicenda. Li ricordiamo ai lettori. Poichè è evidente che non si possa proporre un referendum abrogativo contro una semplice dichiarazione del sindaco alla stampa, chi intende utilizzare lo strumento referendario deve attendere un provvedimento amministrativo. Il primo provvedimento ufficiale nel quale si tratta della questione Piazza Garibaldi è dell'autunno del 2003 ed è l'indizione del concorso d'idee. Il concorso d'idee è a nostro avviso un buon metodo di procedere e quindi su quello non avemmo nulla da contestare. Successivamente si dovette attendere l'ottobre del 2004: fu allora che la Giunta adottò il programma delle opere pubbliche. Fu in quell'occasione si cominciò a parlare di cifre e di priorità. E qui noi ci dichiarammo decisamente contrari. Spesa eccessiva e priorità non rispettate, così dicemmo allora. Purtroppo però contro quella delibera non fu possibile proporre un referendum abrogativo per via del fatto che il regolamento comunale sui referendum allora vigente prevedeva soltanto la possibilità di referendum consultivo, strumento decisamente debole e del tutto inutile. Inoltre occorreva attendere che la delibera di Giunta fosse fatta propria dal Consiglio Comunale, la qual cosa è avvenuta ben sette mesi dopo, ossia con delibera di Consiglio del 12 maggio 2005 di approvazione del programma delle opere pubbliche. Ben sette mesi per passare dalla Giunta al Consiglio: alla faccia della celerità di questa amministrazione. Ma nel frattempo noi non restammo con le mani in mano. Proponemmo, infatti, l'approvazione di un nuovo regolamento comunale sui referendum che prevedesse la possibilità di ricorrere al referendum abrogativo. Il nuovo regolamento da noi proposto fu approvato l'11 maggio 2005. A quel punto fu possibile ricorrere effettivamente al referendum abrogativo. Senonchè la legge impedisce di promuovere referendum nei 60 giorni precedenti e nei 60 giorni successivi a delle tornate elettorali (quest'anno abbiamo avuto le Regionali ed i Referendum sulla Procreazione). Questo ci ha costretti ad attendere altri quattro mesi. Non dunque per scelta nostra ma per scelta del Parlamento di cui fa parte anche il partito del Sindaco. E così, non per volontà nostra, ma a causa di un pessimo regolamento comunale, che la Lega in più di 10 anni di governo della città non s'era mai sognata di modificare, ed a causa di un divieto di legge introdotto dal Parlamento e non da noi, siamo arrivati ai primi di agosto. Se il sindaco parla di ritardi, dica dunque che questi ritardi sono da attribuire innanzitutto al suo partito che dice di essere dalla parte del popolo ma poi fa di tutto per impedire che il popolo si esprima. In ogni caso, nonostante tutto, noi non molliamo ed insieme agli altri gruppi di opposizione procederemo nei prossimi giorni a ricorrere agli organi competenti. La faccenda, pertanto, non è affatto conclusa. Claudio Bizzozero
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