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mercoledì 11 maggio 2005

Ddl sulla competitività: effetti sulla riforma del lavoro

Il disegno di legge sulla competitività (presentato alla Camera il 22 marzo scorso) diventa l'occasione per modificare il decreto legislativo 276/03 di riforma del mercato del lavoro.
[Continua dallo scorso numero]

Prestazioni di lavoro accessorio
Il disegno di legge sulla competitività modifica, per la seconda volta e in misura significativa, il regime delle prestazioni occasionali di tipo accessorio (articolo 70 e seguenti del decreto legislativo 276/ 2003, già riscritto dal decreto legislativo 251/ 2004).
Si estende l'ambito nel quale l'attività lavorativa di natura occasionale può essere prestata da persone a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrate nel mercato del lavoro, ovvero in procinto di uscirne. Anche l'impresa familiare, di cui all'articolo 230 bis del Codice civile, potrà ricorrere a questa forma di lavoro, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi, rivolgendosi a uno dei soggetti elencati nell'articolo 71 del decreto legislativo 276/ 2003 (disoccupati, casalinghe, studenti, pensionati, disabili, extracomunitari che hanno perso il posto di lavoro).

Risulta maggiorato il limite fissato per i compensi, che precedentemente non potevano superare i 5mila euro complessivi. Ora questo vincolo è riferito a un unico committente e non appare più alcuna restrizione temporale per le prestazioni.
Il limite reddituale sale per le imprese familiari, che possono utilizzare il lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a 10mila euro, con regole diverse rispetto agli altri datori di lavoro.
Il valore della prestazione sarà, comunque, rappresentato da "buoni" il cui importo deve essere determinato con un decreto ministeriale.


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