lunedì 24 ottobre 2005DE AMICIS di Renato Meroni Se Cantù perdesse davvero, come poi è in realtà, il Collegio De Amicis credo proprio che sia tutta la collettività canturina a rimetterci per quello che questo "istituto" ha rappresentato per la Città e per molti alunni ed ex alunni che oggi sono professionisti affermati, o che comunque vi hanno fatto tesoro nella loro vita dalla cultura acquisita. Ma la ragione di questa "dismissione" non è solo dovuta alla mancanza di studenti, in numero sempre minore in questi ultimi anni e che hanno contribuito ad uno stato di crisi del Collegio, sicuramente ci si può rifare alla congiuntura economica per la quale molte famiglie non riescono a sostenere il costo di una scuola privata, e qui allora si dovrebbe rivedere il sistema scuola dell'intero paese, ma una rilevante numero di responsabilità le si possono addossare anche alla Direzione nonché proprietà del Collegio. A loro va imputata la colpevolezza di non essere stati capaci di far crescere la scuola con un piano "industriale", abbandonandosi agli eventi senza nessuno spirito industriale, il pane non sempre piove dal cielo. Forse anche queste sono le scelte che hanno determinato la morte del Collegio, ed oggi un'altro interesse si fa forte ed avanza minaccioso, quello della speculazione edilizia, più remunerativa e interessante. La maggioranza compatta ha dichiarato di non voler cedere a nessuna speculazione, di non volere lasciare cannibalizzare quella porzione di pregio della nostra Città, ma la realtà sarà che quanti hanno fatto la voce grossa poi saranno le pecorelle che voteranno a favore di qualsivoglia speculazione edilizia. Ma ancora alle loro responsabilità non vanno chiamati i soli politici, da additare alle proprie colpe c'è anche chi possiede tutto quel ben di Dio che chissà quanti Euroni renderà. Renato Meroni |