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giovedì 16 marzo 2006

LA SICUREZZA DEI CITTADINI OBBIETTIVO POLITICO di Giuseppe Jennarelli

La sicurezza di tutti i cittadini è sicuramente uno degli obiettivi che tutte le forze politiche italiane dichiarano di voler perseguire ma, come è normale in questi e in altri casi, con modalità spesso molto differenti.
Soprattutto sul nostro territorio noi canturini abbiamo sperimentato da anni il metodo leghista e ci stiamo ora rendendo conto che questo non funziona. Dopo tutto, sembrava che con i virili uomini leghisti, imbattibili guerrieri celtici con tanto di corna, le cose avessero potuto cambiare; invece nulla è diverso da prima.
Da anni, ormai, ci viene raccontato che questa situazione di insicurezza sarebbe causata dai tanti migranti che arrivano nel nostro Paese. Le paure dei cittadini nei confronti dei "nuovi arrivati", cioè dei tanti stranieri da noi residenti, che hanno tradizioni, usanze e culture diverse, possono anche essere legittime. Ciò che non è accettabile è strumentalizzare tali paure a fini politici, come fanno il Sindaco e i suoi amici di partito. Anche perché la realtà è ben diversa da come viene descritta ed è un realtà fatta di tanti migranti, che lavorano, che pagano le tasse, anche al comune di Cantù, che sono sempre più indispensabili all'economia locale e alla nostra società. Basti pensare alle tante colf e badanti, molte entrate come clandestine in Italia e poi regolarizzate, guarda caso, proprio dal governo di centrodestra, che lavorano nelle nostre case, per le nostre famiglie; ai tanti operai dipendenti di imprenditori anche di destra e leghisti; ai tanti lavoratori stagionali occupati nei campi, spesso di proprietà anche di leghisti.
Ecco, quindi, il vero modo di affrontare il problema sicurezza da parte del centrodestra: l'ipocrisia. Unità alla falsità di affermazioni volte a dipingere i migranti come esseri pericolosi e non rispettosi delle nostre regole.
Questo modo di affrontare un problema così complesso e non descrivibile con semplici banalizzazioni e generalizzazioni, non solo è inaccettabile in una democrazia moderna e civile, ma è anche controproducente perché spinge le persone che hanno paura del "diverso" ad escludere e a ghettizzare coloro di cui si teme. E i ghetti, la Francia ce lo insegna, sono molto più pericolosi di una presenza di migranti sul nostro territorio ben inserita nel contesto sociale e ben amalgamata. Niente ghetti, dunque, né esclusioni sociali.
Una politica seria per la sicurezza passa sicuramente attraverso una forte repressione dei crimini, ma anche attraverso interventi finalizzati ad un'altrettanto forte integrazione dei migranti. Bisogna permetter loro di sentirsi pienamente cittadini, con uguali diritti e doveri e, dunque, per concludere, anche riconoscendo loro il diritto di voto alle elezioni comunali e amministrative in genere. Come il Ministro Fini, uomo di destra, aveva proposto mesi fa.

Giuseppe Jennarelli
Capogruppo DS
Circoscrizione 1
Candidato alla Camera dei Deputati nella lista dell'Ulivo


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