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lunedì 6 febbraio 2006

MIRABELLO IN LENTA AGONIA di Renato Meroni

Una lenta agonia, questa è la situazione attuale di Mirabello di Cantù, conseguenza del disinteresse di un'amministrazione che ha nella sua azione politica povertà di vedute e di prospettive.
Ma questa amministrazione dimostra anche una certa povertà intellettuale politica che si riversa in un azione di governo scoordinata e confusa dove riesce persino a smentire se stessa, una deriva politica che trova l'esempio concreto leggendo le linee programmatiche di mandato, ampiamente disattese.
Leggendo queste "regole di buoni proponimenti", leggo che l'amministrazione ritiene un piccolo negozio, il mercato settimanale non solo un soggetto economico, ma costituiscono un aiuto concreto a vivere meglio la nostra città. Viene posto poi l'accento anche sulla presenza dei grossi centri commerciali per ribadire che occorre ricreare un giusto equilibrio tra grande e piccola distribuzione, e che l'operazione passa necessariamente attraverso la difesa dei negozi di vicinato, che devono essere salvaguardati, in modo da evitarne l'estinzione, attesa la loro funzione sociale e di presidio del territorio.
Ma allora non si capisce perché un mercato con una decisione che ha più ombre che luci sia stato delocalizzato in una posizione decisamente infelice dal Vice Sindaco e dal presidente della circoscrizione 2, delocalizzazione che ha contribuito alla sua progressiva quanto lenta scomparsa.
Contraddizione è anche quella dichiarata quanto quella delusa attenzione dedicata ai mercati ambulanti con una presenza più capillare dei Vigili e delle telecamere a difesa contro la microcriminalità, ma ne tanto i primi ne tanto le telecamere si vedono, frutto di un delirio politico privo di progettualità.
Nella sua precedente il mercato rionale era affollato dai residenti e con permetteva un buon giro di affari per gli operatori economici, senza dimenticare il momento di socializzazione che rappresentava, oggi certamente l'unico beneficio è quel bus che doveva servire per raggiungerlo e che invece serve solamente a portare la gente al centro commerciale, con costi a carico della collettività perché è l'amministrazione che paga il sevizio, evidentemente anche questo Vice Sindaco e Presidente Capra non lo sanno.
Non si patisce nemmeno lo spostamento della farmacia comunale, mi chiedo chi risolverà tutti quei problemi che incontreranno le persone più anziane che si vedranno costrette in una situazione ancora con più criticità già fortemente compromessa dalle loro difficoltà di movimento e di raggiungimento di questo presidio.
Probabilmente mi viene da pensare che oltre ad una mancanza di intellettualità politica, ad una povertà concettuale di come si amministra una città, questa amministrazione abbia deciso di privilegiare i grandi interessi economici a scapito degli interessi della sua cittadinanza.
Se davvero avesse recepito quanto diceva nelle sue linee programmatiche di mandato, questa amministrazione avrebbe tenuto conto che i piccoli negozi contribuiscono ad un modello di Città a misura d'uomo ed aumentano sensibilmente la qualità della vita.
Renato Meroni


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