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mercoledì 18 gennaio 2006

LA GRANDE BEFFA di Renato Meroni

A Cantù la proposta della modifica dell'articolo 19 del Regolamento del Consiglio Comunale e Delle Commissioni Consiliari rischia di diventare, se per certi versi non lo è già, una storia infinita o addirittura una beffa come in un bel film di Totò.
Rinviata più volte in passato, anche per ovvie ragioni tecniche, rinviata lo scorso 10 gennaio per indisposizione fisica del Presidente, e anche questo ci sta, anche se non capisco a cosa serva il Vicepresidente, oggi 17 gennaio 2006 arriva la convocazione per una nuova seduta che ha tutto il sapore della beffa se non del cattivo gusto.
Infatti questa nuova seduta ci vedrà riunire il prossimo 14 febbraio, vale a dire fra circa un mese, e tanto sa di cattivo gusto che non riesco a trovare una giustificazione plausibile per questo ritardo, il che mi da a pensare che sia una cosa studiata a tavolino e che poco o niente centri un'influenza durata solamente due giorni.
La modifica dell'articolo 19, per la costituzione come già avviene in Regione Lombardia e al Governo di un gruppo tecnicamente denominato "Gruppo Misto" permetterebbe di dare a chi legittimamente eletto per volontà popolare di degnamente rappresentare i propri elettori e più in generale le istanze di tutti i cittadini come definito dallo status di Consigliere Comunale, il quale afferma che un Consigliere Comunale deve ritenersi parimenti rappresentante di tutti i cittadini canturini. Ed allora non capisco quale resistenza abbia ragione d'essere per non arrivare in tempi celeri alla modifica di questo articolo del regolamento, ricordo le parole del Dott.Nardecchia, Presidente del Tribunale di Como, le leggi sono fatte dagli uomini e a loro spetta e compete modificarle. Quindi a dire che se una legge o un regolamento non rispondesse più ai reali bisogni della società nulla e nessuno vieta che si possa modificare anche l'articolo 19 del regolamento consiliare, a meno che dietro questa resistenza si celi una sorta di vendetta contro un Consigliere ritenuto antipatico o scomodo, ma gli affari personali nulla hanno a che fare con la politica e gli interessi della nostra comunità, chi non capisce questa differenza, fra interesse privato e interesse pubblico dimostra anche di essere un pessimo amministratore.
Un'ultima considerazione và fatta sui costi di questa modifica, non esistono in realtà aumenti di costi che possano essere giustificati da un patologico e incomprensibile.
Renato Meroni


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