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Storia

Forse non tutti sanno che, in origine, Cantù non aveva questo nome. Sino al XV secolo il borgo era indicato con l'antica denominazione d "Canturio", in onore della popolazione insubrica dei Canturigi e il primo nucleo abitato fu quello del comprensorio di Galliano, il cui nome ha evidenti origini galliche. E proprio la chiesa di Galliano fu per Cantù un'ancora di salvezza non solo spirituale: nel saecolo XI l'arcivescovo di Milano, Ariberto da Intimiano, decise di riedificare ala basilica di Galliano sopra i resti di un antico tempio pagano: correva l'anno 1007. Per Cantù il contatto con questo personaggio milanese, fu l'inizio di un periodo di influenza politica meneghina che portò grandi benefici, soprattutto una larga autonomia che suggerì alla città di erigere delle roccaforti per partecipare alle agitate vicende medievali che spesso la videro in lotta con Como. Fa parte della storia canturina la battaglia contro il Barbarossa. Durante quella guerra, le famiglie esuli dal capoluogo lombardo (1162) vennero ospitate a Cantù. La forza di carattere e la determinazione nel volere a tutti i costi l'autonomia, portarono Gaspero Grassi a dichiarare Cantù Repubblica Indipendente (1324), condizione che rimase per una decina d'anni per poi tornare sotto l'influenza di Milano.
A quel punto Cantù conobbe due secoli di sanguinose battaglie che ebbero fine solo nel 1525 quando i conti di Pietrasanta trasformarono il borgo in feudo. La testimonianza di questo periodo è tutti i giorni visibile ai nostri occhi in quanto la base dell'attuale campanile di San Paolo altro non è che una delle torri del castello dei Pietrasanta.
Nel 1500 Cantù perse il suo ruolo strategico e iniziò a trasformarsi in un operoso centro dedicandosi prevalentemente alla realizzazione di oggetti in ferro. In questo settore si distinse la produzione delle "brocchette", i chiodi fatti a mano, una realizzazione talmente particolareggiata ed utile che si estinse solo nel secolo scorso con l'avvento delle macchine. L'altra produzione artigianale che ha sempre distinto Cantù, è quella del merletto che trova le sue origini nel 1600 quando le monache benedettine introdussero in città l'arte del pizzo al tombolo: da allora le donne ne hanno fatto una loro specialità famosa in tutta Europa.
Solo nel secolo scorso si è consolidata l'altra produzione che ha fatto conoscere Cantù in tutto il mondo: la realizzazione dei mobili di pregio. Sin dagli inizi del '900 i falegnami avevano la fama di poter svolgere perfettamente lavori di qualità impareggiabile e l'esperienza ha fatto in modo che nessun approfondimento di stile venisse tralasciato.L'antica arte si riscontra ancora oggi nelle botteghe artigiane dove è possibile incontrare persone che nelle mani serbano i segreti dei maestri del passato: una sapienza cvhe consente al mobile canturino di essere considerato, ancora oggi, unico al mondo.

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